Un evento espositivo alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia

Dal 14 marzo al 26 giugno 2026, la città di Perugia ospita la mostra “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, un progetto espositivo che invita a rileggere uno dei momenti fondativi della cultura figurativa occidentale. L’iniziativa si distingue per l’ampiezza dell’impianto scientifico e per la volontà di restituire non soltanto la figura di Giotto di Bondone, ma l’intero contesto culturale e spirituale in cui si sviluppa la sua rivoluzione artistica.

Giotto e la nascita dello spazio moderno

La mostra pone al centro una riflessione sul linguaggio innovativo introdotto da Giotto, capace di superare la bidimensionalità dell’arte medievale per costruire uno spazio credibile, abitato da figure dotate di peso, volume e presenza.

Non si tratta soltanto di un progresso tecnico, ma di una vera e propria ridefinizione dello sguardo: la realtà viene osservata e restituita secondo criteri di coerenza visiva e partecipazione emotiva. Le scene acquistano profondità narrativa, mentre i gesti e le espressioni rendono visibile l’interiorità dei personaggi. Questo passaggio segna l’avvio di una nuova stagione artistica, destinata a influenzare profondamente la cultura europea nei secoli successivi.

Il messaggio francescano e la nuova sensibilità

Accanto alla rivoluzione formale, la mostra evidenzia il ruolo decisivo della spiritualità di Francesco d’Assisi, la cui esperienza introduce un nuovo modo di intendere il rapporto tra uomo e divino. Il francescanesimo promuove una religiosità più vicina alla vita quotidiana, fondata sull’empatia, sulla povertà e sul contatto diretto con la natura. Questa visione trova nella pittura di Giotto una traduzione immediata ed efficace: le storie sacre diventano racconti accessibili, capaci di coinvolgere lo spettatore sul piano umano oltre che spirituale. In questo senso, la mostra sottolinea come arte e pensiero religioso procedano in stretta relazione, contribuendo insieme alla nascita di una nuova sensibilità figurativa.

Un percorso tra opere e contesto

Il progetto espositivo si distingue per la capacità di mettere in dialogo opere, documenti e contesti, offrendo al visitatore una visione complessiva del periodo. Non solo capolavori pittorici, ma anche testimonianze utili a comprendere le dinamiche delle botteghe, delle committenze e della diffusione dei modelli iconografici. In questo modo, la mostra restituisce la complessità di un sistema artistico in piena trasformazione.

La lezione di Giotto e la forza del messaggio francescano continuano a risuonare ben oltre il Trecento, contribuendo in modo determinante alla nascita della cultura rinascimentale. La mostra di Perugia offre così l’occasione per riflettere su un’eredità che attraversa i secoli, restituendo al pubblico contemporaneo il senso di una trasformazione che ha ridefinito i fondamenti stessi dell’arte. In questo dialogo tra storia e attualità, emerge con chiarezza come le radici della modernità affondino in un tempo e in un territorio — quello umbro — in cui arte e spiritualità hanno saputo generare una visione nuova del mondo.

L’eredità di una rivoluzione

Lo scopo della mostra è quello di conferire apporti rilevanti allo studio di tematiche centrali della storia dell’arte, attraverso azioni significative come la ricostruzione di complessi smembrati (come il trittico perugino del Maestro di Paciano, proposto per la prima volta nella sua originaria totalità), l’effettuazione di numerosi restauri e indagini diagnostiche e la realizzazione di un video immersivo incentrato sulla Basilica di San Francesco ad Assisi, tramite il quale riproporre, grazie alle più moderne tecnologie, i percorsi visivi che erano stati pensati dalla committenza per i pellegrini che si recavano a pregare sulla tomba del santo.

Il percorso espositivo della mostra è suddiviso in otto sezioni e ripercorre tutta questa straordinaria stagione, attraverso oltre sessanta opere, realizzate da Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti. Si avvale della collaborazione scientifica di studiosi internazionali di altissima specializzazione, tra cui Alessandro Bagnoli, Caroline Campbell, Laura Cavazzini, Donal Cooper, Andrea De Marchi, Gabriele Fattorini, Cecilia Frosinini, Francesca Pasut, Mirko Santanicchia e Carl Brandon Strehlke.

Informazioni utili

Date: dal 14 Marzo 2026 al 14 Giugno 2026

Luogo: Galleria Nazionale dell’Umbria, Corso Pietro Vannucci 19

Orari: Mar – Dom 08.30 – 19.30

Costo del biglietto: € 12,00

Telefono prevendita: +39 075 5721009

Sito ufficiale: http://gallerianazionaledellumbria.it/