La omba di san Francesco, sotto la Basilica di Assisi / Basilica di San Francesco
Nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, figura tra le più alte e universali della spiritualità cristiana. Un anniversario che non si esaurisce nella memoria storica, ma si rinnova come esperienza viva, capace di parlare al presente con sorprendente attualità.
In questo orizzonte si colloca uno degli eventi più significativi del centenario: la straordinaria ostensione delle spoglie del Santo, custodite nella Basilica di San Francesco, luogo che dal XIII secolo ne accoglie il corpo e ne tramanda il messaggio.
Un evento storico per il nostro tempo
Per la prima volta, le spoglie di San Francesco sono state esposte in forma pubblica e prolungata, consentendo ai fedeli e ai visitatori di sostare in preghiera davanti al corpo del Santo. L’ostensione si svolge dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, nella chiesa inferiore della Basilica, nel cuore di Assisi. Si tratta di un evento di portata eccezionale, inserito nel quadro delle celebrazioni del centenario (1226–2026), capace di richiamare pellegrini da tutto il mondo. Le stime parlano di centinaia di migliaia di presenze, segno di una devozione che attraversa confini geografici e culturali.
Ma più ancora dei numeri, è il significato profondo dell’iniziativa a colpire: l’ostensione non è soltanto un momento di venerazione, ma un invito a riscoprire il cuore del messaggio francescano, fondato sulla fraternità, sulla semplicità e sul dono di sé.
La presenza che attraversa i secoli
Contemplare le spoglie di San Francesco significa confrontarsi con una figura che ha saputo ridefinire il rapporto tra l’uomo, la natura e il divino. La sua scelta radicale di povertà e la sua visione di una fraternità universale continuano a interrogare il nostro tempo, segnato da profonde trasformazioni e da nuove fragilità. L’ostensione assume un valore che va oltre la dimensione religiosa: diventa occasione di riflessione culturale, di dialogo e di rinnovata consapevolezza. San Francesco non è soltanto il Santo di Assisi, ma una figura che appartiene alla coscienza collettiva europea e mondiale. La sua voce, ancora oggi, invita a immaginare un diverso modo di abitare il mondo.
Il segno dell’arte: memoria e contemplazione
Nel corso dei secoli, la figura di San Francesco ha ispirato artisti, scrittori e intellettuali, dando vita a un patrimonio iconografico e culturale di straordinaria ricchezza. L’arte, in questo contesto, non si limita a rappresentare il Santo, ma diventa strumento di meditazione e di trasmissione del suo messaggio.
È in questa prospettiva che si inseriscono anche le opere contemporanee che rileggono la figura francescana, restituendone la forza simbolica attraverso linguaggi nuovi ma profondamente radicati nella tradizione.
Un omaggio al Santo che ha cantato la bellezza del creato
Questo dialogo tra spiritualità, arte e memoria trova una forma concreta nelle creazioni di Editalia, società del Gruppo Treccani impegnata nella realizzazione di opere editoriali e artistiche di alto valore. Tra queste si distingue la medaglia in bronzo dedicata a San Francesco, parte delle Medaglie dell’Anno 2023. L’opera si presenta come una raffinata interpretazione contemporanea della figura del Santo, capace di restituirne, attraverso il linguaggio plastico, l’essenza spirituale.
Il bronzo, materiale antico e carico di memoria, diventa qui superficie viva su cui si inscrive il volto di San Francesco: un volto che richiama la dimensione della contemplazione, della povertà e della fraternità universale. Non si tratta soltanto di un oggetto celebrativo, ma di un segno tangibile che accompagna la riflessione sul significato più profondo dell’esperienza francescana.
Come l’ostensione delle spoglie invita a una prossimità fisica e spirituale con il Santo, così l’opera artistica ne custodisce e ne rinnova la presenza, trasformando la memoria in esperienza viva.



